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Post by Admin on Tue Jun 11, 2013 12:25 pm

For bank accounts held abroad whose average balance for 2012 was less than €5000 there is a fixed tax of €34.20 payable. This is in line with the tax we pay on our Italian bank accounts whch is usually collected every 3 months.

Over €5000 then it is paid at 0.01%

It is paid in the same way and with the same deadlines as IRPEF.
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Re: IVAFE

Post by stevegwmonkseaton on Fri Jun 14, 2013 10:27 am

Does anyone know if this includes online accounts as here in Italy they don't appear to attract tax (or didn't last I looked)?

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Re: IVAFE

Post by Admin on Fri Jun 14, 2013 10:49 am

Some online banks bear the cost of the tax but as far as I know they are still taxed. It's a bit like the mobile phone companies paying your €5-something monthly bollo for you.
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Re: IVAFE

Post by pas55 on Wed Jun 19, 2013 9:04 am

So your better off having over 5,000
Admin wrote:For bank accounts held abroad whose average balance for 2012 was less than €5000 there is a fixed tax of €34.20 payable. This is in line with the tax we pay on our Italian bank accounts whch is usually collected every 3 months.

Over €5000 then it is paid at 0.01%

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Re: IVAFE

Post by DarcyDog on Wed Jun 19, 2013 9:12 am

Ooops. That should be 0.1% Embarassed

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Re: IVAFE

Post by Vicino on Thu Jun 20, 2013 7:06 am

So, for every £10,000 stashed away, one should pay 100 IVAFE ?? OR have I got the decimal place wrong ? and apologies, is this a one off or annual sum ?

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Re: IVAFE

Post by DarcyDog on Thu Jun 20, 2013 8:21 am

It is an annual tax and should be recorded and paid with your Italian tax return. It is the average balance of the account that counts. 

Here is the full information (in Italian - sorry):

IMPOSTA SUL VALORE DELLE ATTIVITA' FINANZIARIE DETENUTE ALL'ESTERO (IVAFE)



A decorrere dal periodo d'imposta 2011, è dovuta l'IVAFE sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero da persone fisiche residenti in 
Italia.

Sono soggette all'imposta anche le attività finanziarie che sono state oggetto di operazioni di emersione mediante la procedura della 
regolarizzazione. Non si considerano, invece, detenute all'estero le attività finanziarie rimpatriate (sia fisicamente che giuridicamente).

Sono, inoltre, escluse dall'ambito di applicazione di tale disposizione le attività finanziarie detenute all'estero, ma che sono amministrate da 
intermediari finanziari italiani e le attività estere fisicamente detenute dal contribuente in Italia.

SOLUZIONI24 FISCO - Gruppo 24 ORE
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In buona sostanza l'imposta è dovuta, a prescindere dalla circostanza che il soggetto emittente o la controparte siano residenti o meno, nei casi in 
cui le attività si considerano detenute all'estero. Si considerano come attività detenute all'estero anche le attività finanziarie detenute, ad esempio, 
in cassette di sicurezza all'estero o tramite intermediari non residenti.

Il comma 19 dell'articolo 19 del decreto precisa che l'imposta è dovuta in proporzione alla quota di possesso e al periodo di detenzione.

2.1 Ambito soggettivo

Le persone fisiche residenti sono assoggettate all'imposta in esame qualora detengano all'estero attività finanziarie a titolo di proprietà o di altro 
diritto reale, e indipendentemente dalle modalità della loro acquisizione e quindi anche se pervengono da eredità o donazioni.

Ai fini dell'individuazione dell'ambito soggettivo di applicazione dell'imposta in esame nel caso di interposizione o di intestazione formale a società 
ed altre entità giuridiche si rinvia a quanto specificato con riferimento all'imposta sugli immobili situati all'estero.

Si precisa, infine, che rientrano nell'ambito soggettivo di applicazione dell'IVAFE anche i contribuenti che prestano la propria attività lavorativa 
all'estero in via continuativa per i quali la residenza fiscale in Italia è determinata ex lege, in forza di presunzione legale che prescinde dalla 
ricorrenza o meno dei requisiti richiesti dall'articolo 2 del TUIR, e per i quali è previsto, ai sensi dell'articolo 38 del decreto legge 31 maggio 2010, 
n. 78, l'esonero dalla compilazione del modulo RW della dichiarazione annuale dei redditi, non solo in relazione al conto corrente costituito all'estero
per l'accredito degli stipendi o altri emolumenti derivanti dalle attività lavorative ivi svolte, ma anche relativamente a tutte le attività finanziarie e 
patrimoniali detenute all'estero. Rientrano pertanto tra i soggetti in questione le persone fisiche che prestano lavoro all'estero per lo Stato italiano,
per una sua suddivisione politica o amministrativa o per un suo ente locale e le persone fisiche che lavorano all'estero presso organizzazioni
internazionali cui aderisce l'Italia, nonché i lavoratori che prestano la propria attività lavorativa in zone di frontiera e in paesi limitrofi.

2.2 Ambito oggettivo

L'imposta si applica sulle seguenti attività finanziarie se detenute all'estero:

-
partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti residenti o non residenti, obbligazioni italiane o estere e i titoli similari, titoli pubblici italiani e
i titoli equiparati emessi in Italia o all'estero, titoli non rappresentativi di merce e certificati di massa (comprese le quote di OICR), valute estere,
depositi e conti correnti bancari costituiti all'estero indipendentemente dalle modalità di alimentazione (ad esempio, accrediti di stipendi, di 
pensione o di compensi);

-
 contratti di natura finanziaria stipulati con controparti non residenti, tra cui, finanziamenti, riporti, pronti contro termine e prestito titoli, nonché 
polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione stipulate con compagnie di assicurazione estere;

-
contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato;

-
metalli preziosi allo stato grezzo o monetato;

-
diritti all'acquisto o alla sottoscrizione di azioni estere o strumenti finanziari assimilati;

-
 ogni altra attività da cui possono derivare redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera.

I titoli o i diritti offerti ai lavoratori dipendenti ed assimilati che danno la possibilità di acquistare, ad un determinato prezzo, azioni della società 
estera con la quale il contribuente intrattiene il rapporto di lavoro o delle società controllate o controllanti (cd. stock option) sono soggetti 
all'imposta solo nel caso in cui siano cedibili.

Non sono soggette all'IVAFE le forme di previdenza complementare organizzate o gestite da società ed enti di diritto estero.

Relativamente alle attività finanziarie oggetto di un contratto di amministrazione con una società fiduciaria residente o di custodia, 
amministrazione o gestione con soggetti intermediari residenti, l'IVAFE non è dovuta in quanto su tali attività viene applicata l'imposta di bollo (ai 
sensi dell'articolo 13, commi 2
-
bis e 2
-
ter, della Tariffa, Allegato A, Parte Prima, del D.P.R. n. 642 del 1972), dal momento che le stesse non sono
considerate come detenute all'estero.

2.2.1 Polizze di assicurazione in regime di libera prestazione di servizi

Ai sensi dell'articolo 3, comma 7, del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 24 maggio 2012, sono soggette all'imposta di bollo
prevista dall'articolo 13, comma 2
-
ter, della Tariffa, Allegato A, Parte Prima, del D.P.R. n. 642 del 1972, le polizze di assicurazione stipulate da
soggetti residenti in Italia ed emesse da imprese di assicurazione estere operanti in Italia in regime di libertà di prestazione di servizi che abbiano 
esercitato la facoltà prevista dall'articolo 26
-
ter del D.P.R. n. 600 del 1973 e quella per l'applicazione dell'imposta di bollo in modo virtuale.

SOLUZIONI24 FISCO - Gruppo 24 ORE
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Al riguardo si ricorda che la circolare 31 dicembre 2003, n. 62/E ha sottolineato come le disposizioni dell'articolo 26
-
ter, comma 3, del D.P.R. n.
600 del 1973, introdotte dall'articolo 41
-
bis del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, hanno inteso equiparare il regime impositivo dei
rendimenti finanziari di cui all'articolo 44, comma 1, lettere g
-
quater) e g
-
quinquies), del TUIR, dovuti dalle predette imprese
-
nel caso in cui le
stesse optino per applicare direttamente l'imposta sostitutiva sui predetti redditi
-
con quello previsto per i proventi della medesima natura
corrisposti da imprese italiane. Ciò premesso, anche alla luce delle disposizioni del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 24 maggio 
2012 sopra richiamate, si ritiene che, nel caso in cui le predette imprese di assicurazione estere abbiano esercitato entrambe le predette opzioni, le
polizze assicurative in questione subiscono, ai fini che qui interessano, un trattamento tributario complessivamente equiparato alle analoghe
polizze assicurative italiane. Pertanto, le stesse possono sostanzialmente considerarsi come detenute in Italia e, quindi, non sono assoggettate
all'IVAFE.

Nel caso in cui le imprese di assicurazione estere operanti in Italia in regime di libertà di prestazione di servizi non esercitino le predette opzioni, 
ma le polizze siano affidate in amministrazione a una fiduciaria residente o ad un altro intermediario residente, sulle stesse trova applicazione
l'imposta di bollo di cui al citato articolo 13, comma 3
-
ter, del D.P.R n. 642 del 1972 e non è pertanto dovuta l'IVAFE. Le predette attività, infatti, 
non si considerano detenute all'estero nel presupposto che per effetto del predetto mandato ad amministrare, la società fiduciaria o l'intermediario 
si impegna ad applicare e versare le ritenute alla fonte o le imposte sostitutive previste dall'ordinamento tributario sui redditi derivanti dalle
attività oggetto del rapporto e, nelle ipotesi in cui le ritenute siano applicate a titolo d'acconto ovvero non siano previste, ad effettuare le 
comunicazioni nominative all'Amministrazione finanziaria.

Nelle fattispecie in esame si ricorda che l'imposta di bollo è applicata alla scadenza del contratto o al riscatto della polizza. Tuttavia, qualora il 
contratto di amministrazione con la fiduciaria residente o con l'intermediario residente venga interrotto, i predetti soggetti devono versare
l'imposta di bollo determinata per ciascun anno ed accantonata fino a tale data. Va da sé che, una volta interrotto il rapporto di intermediazione, la 
polizza si considera detenuta all'estero e deve essere corrisposta l'IVAFE. Pertanto, il contribuente dovrà compilare al riguardo il quadro RM del 
modello UNICO Persone fisiche ed è altresì tenuto a indicare tali attività nel modulo RW del predetto modello.

Nel caso in cui le compagnie estere operanti in Italia in regime di libertà di prestazione di servizi non abbiano esercitato le opzioni di cui sopra e le 
polizze non siano oggetto di contratti di amministrazione con una fiduciaria residente o con altri intermediari residenti, sulle stesse è dovuta 
l'IVAFE, in quanto tali polizze si considerano detenute all'estero.

Con particolare riferimento al periodo di imposta 2011, si segnala che l'imposta è dovuta nel caso in cui le predette società non abbiano optato nel 
2012 per l'applicazione dell'imposta di bollo in modo virtuale e non abbiano optato nel 2011, o in anni precedenti, per il pagamento dell'imposta
sostitutiva prevista dall'articolo 26
-
ter del D.P.R. n. 600 del 1973.

2.3 Base imponibile dell'IVAFE

Il valore delle attività finanziarie è costituito dal valore di mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui esse sono detenute, 
anche utilizzando la documentazione dell'intermediario estero di riferimento per le singole attività ovvero dell'impresa di assicurazione estera. 
Qualora le attività non siano più possedute alla data del 31 dicembre si deve fare riferimento al valore di mercato delle attività rilevata al termine 
del periodo di detenzione.

Nel caso in cui le attività finanziarie abbiano una quotazione nei mercati regolamentati deve essere utilizzato tale valore.

A tal fine, per le azioni, obbligazioni e altri titoli o strumenti finanziari negoziati in mercati regolamentati si deve fare riferimento al valore puntuale
di quotazione alla data del 31 dicembre di ciascun anno o al termine del periodo di detenzione.

Qualora alla predetta data non ci sia stata negoziazione si deve assumere il valore di quotazione rilevato nel giorno antecedente più prossimo.

Per le azioni, obbligazioni e altri titoli o strumenti finanziari non negoziati in mercati regolamentati e, comunque, nei casi in cui le attività 
finanziarie quotate siano state escluse dalla negoziazione si deve far riferimento al valore nominale o, in mancanza, al valore di rimborso, anche se
rideterminato ufficialmente.

Qualora il titolo abbia sia il valore nominale che quello di rimborso, la base imponibile è costituita dal valore nominale.

Infine, nell'ipotesi in cui manchi sia il valore nominale sia il valore di rimborso la base imponibile è costituita dal valore di acquisto dei titoli.

2.4 Modalità di calcolo dell'IVAFE

L'imposta è dovuta nella misura del:

-
1 per mille per il 2011 e il 2012;

-
1,5 per mille per gli anni successivi.

SOLUZIONI24 FISCO - Gruppo 24 ORE
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A differenza di quanto espressamente stabilito per l'IVIE, non è prevista alcuna soglia di esenzione per il versamento dell'imposta in esame.

L'imposta è dovuta in proporzione ai giorni di detenzione e alla quota di possesso in caso di attività finanziarie cointestate.

2.4.1 Conti correnti e i libretti di risparmio detenuti in Europa

Per i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti in Paesi della Unione europea o in Paesi aderenti al SEE che garantiscono un adeguato scambio
di informazioni, l'imposta è stabilita in misura fissa pari a quella prevista dall'articolo 13, comma 2
-
bis, lettera a), della tariffa allegata al D.P.R. n.
642 del 1972, attualmente pari a euro 34,20.

Tale misura va applicata con riferimento a ciascun conto corrente o libretto di risparmio detenuti all'estero dal contribuente.

In caso di estinzione o di apertura di tali rapporti in corso d'anno, l'imposta è rapportata al periodo di detenzione espresso in giorni e per i conti 
cointestati, l'imposta fissa è ripartita in base alla percentuale di possesso.

L'imposta in misura fissa non è dovuta qualora il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti conto e dai libretti sia non superiore a 
euro 5.000. A tal fine occorre tener conto di tutti i conti o libretti detenuti all'estero dal contribuente presso il medesimo intermediario e a nulla
rilevando il periodo di detenzione del rapporto durante il periodo d'imposta.

Nel caso in cui il contribuente possieda rapporti cointestati, al fine della determinazione del predetto limite si tiene conto degli ammontari riferibili
pro quota al medesimo contribuente.

Infine, se il conto corrente ha una giacenza media annuale di valore negativo, tale conto non concorre a formare il valore medio di giacenza per
l'esenzione.

L'applicazione della misura fissa nonché della soglia di esenzione di euro 5.000 per l'applicazione dell'IVAFE si riferisce esclusivamente ai conti 
correnti e ai libretti di risparmio detenuti in Paesi della Unione europea o in Paesi aderenti al SEE e non ad altre tipologie di attività finanziarie.

Nel caso in cui operi l'esenzione collegata alla soglia di euro 5.000, i dati relativi ai conti correnti e ai libretti di risparmio detenuti nei predetti Paesi
non devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi, fermo l'eventuale obbligo di compilazione del modulo RW.

2.4.2 Detrazioni per crediti di imposta

Dall'imposta si detrae, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d'imposta pari all'importo dell'eventuale imposta patrimoniale versata
nell'anno di riferimento, nello Stato estero in cui sono detenute le attività finanziarie.

Il credito d'imposta non può in ogni caso superare l'imposta dovuta in Italia.

Qualora con il Paese nel quale è detenuta l'attività finanziaria sia in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni riguardante anche le 
imposte di natura patrimoniale che preveda, per tale attività, l'imposizione esclusiva nel Paese di residenza del possessore, non spetta alcun 
credito d'imposta per le imposte patrimoniali eventualmente pagate all'estero. In tali casi, per queste ultime può essere chiesto il rimborso 
all'Amministrazione fiscale del Paese in cui le suddette imposte sono state applicate nonostante le disposizioni convenzionali.

2.5 Termini e modalità di dichiarazione e versamento dell'IVAFE

Il decreto prevede che per il versamento, la liquidazione, l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e i rimborsi nonché per il contenzioso relativi 
all'IVAFE si applicano le disposizioni previste per l'imposta sul reddito delle persone fisiche.

Al fine di dichiarare il valore delle attività finanziarie detenute all'estero deve essere compilata la Sezione XVI del quadro RM del modello UNICO 
Persone fisiche. A tal fine deve essere indicato il controvalore in euro degli importi in valuta calcolato in base all'apposito provvedimento del
Direttore dell'Agenzia delle Entrate emanato ai sensi dell'articolo 4, comma 6, del decreto legge 28 giugno 1990, n. 167 convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227. Per l'anno 2011 i predetti cambi sono stati indicati nel provvedimento del Direttore dell'Agenzia
delle entrate del 30 gennaio 2012.

Il versamento dell'imposta è effettuato entro il termine del versamento a saldo delle imposte sui redditi derivanti dalla dichiarazione dei redditi 
relativa al periodo d'imposta di riferimento a decorrere dal 2011 ai sensi dell'articolo 17, commi 1 e 2, del D.P.R. 7 dicembre 2001, n. 435. Non
sono dovuti acconti ed è consentito rateizzare l'imposta dovuta ai sensi dell'articolo 20 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

Con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 giugno 2012 è stato disposto, per l'anno in corso, il differimento dei termini di 
effettuazione dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali da parte delle persone fisiche. In luogo del 18 giugno 2012, il versamento può 
essere effettuato entro il 9 luglio 2012 senza alcuna maggiorazione, oppure dal 10 luglio 2012 al 20 agosto 2012, maggiorando le somme da
SOLUZIONI24 FISCO - Gruppo 24 ORE
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versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.

Si ricorda che ai sensi dell'articolo 1, comma 137, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 non si esegue il versamento per il debito della singola
imposta o addizionale risultanti dalla dichiarazione dei redditi che non superano ciascuna l'importo di euro 12,00. Conseguentemente nel caso in
cui il debito di imposta relativo all'IVAFE non sia superiore a 12 euro il versamento non deve essere effettuato.

Il versamento dell'IVAFE deve essere effettuato utilizzando il codice "4043" indicato nella risoluzione n. 54/E del 7 giugno 2012 e denominato
"Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato".


Le Direzioni regionali vigileranno affinché le istruzioni fornite e i principi enunciati con la presente circolare vengano puntualmente osservati dalle 
Direzioni provinciali e dagli Uffici dipendenti.

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Re: IVAFE

Post by Vicino on Thu Jun 20, 2013 2:47 pm

DD,

grazie mille !

I have tried a translation of the text that you very kindly supplied, the main word that I come up with is 'BLIMEY' !!!

I may as well leave Italy............what is the point of staying ? I might as well just holiday here now and then ?!

So for every £10k I pay tax in the UK AND then I pay more tax here !!??

Why would anyone buy a property here nowadays ?

Thanks again for the info,

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Re: IVAFE

Post by Admin on Thu Jun 20, 2013 8:35 pm

Well, there is the double taxation treaty so you can offset the tax you paid in the UK from your Italian bill Shocked
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Re: IVAFE

Post by ghiro on Thu Jun 20, 2013 9:46 pm

Admin wrote:Well, there is the double taxation treaty so you can offset the tax you paid in the UK from your Italian bill Shocked


Now I'm really confused (being a simple dormouse).  I am clearly resident in the UK and pay my taxes here.  But I also have a house (and bank account) in Italy where I pay my IMU and rubbish tax.  As far as I'm aware I don't pay any tax on my bank account, only a small admin fee.

After the recent G8 agreement on tax avoidance/evasion should I be worried? Shocked Shocked
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Re: IVAFE

Post by stevegwmonkseaton on Thu Jun 20, 2013 9:53 pm

.. likely depends on who you bank with and how much on average you have in the a/c. Some (so Penny tells us) pay the tax on your behalf. We used to have a Poste a/c and paid around €8 per quarter bollo... The online a/c we have now we pay nothing...

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